Ci siamo. In piena convention repubblicana. Non che io ami particolarmente certe idee conservatrici della cosiddetta destra americana, ma ancor meno amo quelle dei democratici e delle sinistre mondiali.
Se sinistra vuol dire Stato sul Cittadino, non mi piace.
Se sinistra vuol dire Tasse per mantenere tutti, non mi piace.
Se sinistra vuol dire Interesse di molti a scapito del singolo, non mi piace.
Anche a destra non amo particolarmente alcuni pensieri, a cominciare dall'aborto, dalla religiosità a scopi politici all'uso della forza preventiva.
Ma torniamo alla nostra convention di Saint Paul, Minnesota.

Sarah Palin. Ecco, noi abbiamo Stefania Prestigiacomo, la Finocchiaro (non la comica, a volte le confondo). Loro hanno la Palin. Non sono contro l'aborto io, ma rispetto immensamente chi si dice contraria e mette al mondo un bimbo down per restare fedele ai propri principi. Un bimbo che probabilmente amerà alla follia. Una donna forte, capace, sicura di se, non montata e pomposa come la fu candidata Ségolène Royal che si è afflosciata di fronte a un altra persona di principio.
La Palin è contro le élite di governo, dichiarando che non andrà a Washington a fare politica, ma ad aiutare il paese. Quanto questo sia vero o attuabile lo deciderà il tempo. Quì non parlo di Obama o McCain. Mi limito a dire che una donna ispira fiducia più di tanti mollaccioni con attributi fisici, ma senza capacità reali. Se Michelle Obama è considerata uno squalo e la Palin viene candidata Vice Presidente allora vuol dire che in quel paese, in questo momento più che mai, sanno il valore di una donna forte, non più First Ladies silenziose e sorridenti, modelle stile Tiffany e simpatiche nonnette, ma donne che potrebbero piegare i grandi leader mondiali. Una di esse, la regina Ranja di Giordania ha intrapreso il cammino in un paese di religione islamica. Grazie e tutte queste donne che ci provano. Amo le donne che ci provano con tutte le forze, anche se spesso di accontentano di arrivare un pò dopo, defilate, con calma.